UNANIMA NON VILE
"Unanima non vile", di Fred Uhlman, scritto nel 1965, rappresenta la continuazione, o meglio lintegrazione complementare, del noto romanzo "Lamico ritrovato". Se in questultimo la vicenda è narrata con gli occhi di Hans Shwarz, studente ebreo negli anni del nazismo, qui è lamico ariano Konradin nobile e di famiglia hitleriana a dire la sua verità su quellamicizia nata tra i banchi di scuola e spezzata dalle leggi antisemite.
Questo libro è una lettera di novanta pagine che racchiude i sentimenti del ragazzo ariano nei confronti dellamico tradito; infatti Konradin chiede perdono ed esprime a Hans tutto il bene che gli vuole. Solo così Konradin riesce ad affrontare la tragedia della condanna a morte per aver partecipato allattentato di Hitler.
Questo libro permette di riflettere su come una lettera possa aiutare ad affrontare certe situazioni drammatiche; scrivere significa capire meglio se stessi e rielaborare le proprie esperienze e riflessioni, ma anche comunicare vissuti e emozioni complesse, che hanno bisogno di tempi di comprensione più lunghi, più riflessivi e pacati.
"Non si se riceverai mai questa lettera. Mi aiuterebbe in un certo qual senso a morire; perché affronterei la morte con la coscienza più leggera, sapendo che essa può aiutarti a perdonarmi e a capire perché ho trattato te, lunico vero amico che abbia mai avuto e amato, in modo così sleale e vigliacco.[ ]
Ero nato V.I.P. e non potevo farci niente.[ ]
Naturalmente ero favorito dalla fortuna. Potevo vivere in un modo di sogno lontano mille miglia dai comuni mortali, ma daltra parte il figlio di un contadino greco ha ricevuto più amore in un giorno che io in tutta la vita.[ ]
Ti dico questo senza troppa autocommiserazione, e solo per poterti spiegare perché cercavo così disperatamente lamicizia. Dopo tutto, cosaltro cè per cui valga la pena vivere? La fama, sì, la gloria, sì. Ma quale gioia danno se non si possono condividere con qualcuno?[ ]
Niente più Diana per me, niente più Anna Georgina, solo un gancio da macellaio a cui mappenderanno: per morire lentamente, lentamente, come tanti altri miei camerati.[ ]
Non sono un vigliacco, Hans. La tradizione degli Hohenfels non lo permette.[ ]
Ho sfidato la morte tante volte. Lho evitata dentro carri armati in fiamme. Ho condotto le mie truppe in azione, riportando il sessanta per cento di perdite. Ma cera sempre, anche se remota, una speranza di salvezza. Invece questa volta non cè la minima possibilità. Tra qualche ora sarò ucciso - lentamente. Non mimporterebbe il plotone desecuzione. Potrei immaginarmi di attaccare una fortezza inespugnabile. È il modo orribile in cui devo morire: strangolato lentamente, appeso a contorcermi ad un gancio da macellaio. Hans, ho paura.[ ]
Qualche giorno più tardi, era il dodici marzo, pochi minuti prima di mezzogiorno di una dolce giornata primaverile, cielo blu ghiaccio e pioppi in fiore, accadde qualcosa di miracoloso. La campanella suonò, tutti i ragazzi corsero fuori per tornare a casa per il pranzo o giocare al pallone in cortile; solo noi due restammo indietro. Tu sembravi esitare, come me.[ ]
Mi stavo chiedendo se fosse il caso di parlarti quando allimprovviso mi rivolgesti la parola.[ ]
Dormii poco quella notte. Ero troppo eccitato, tropo felice. Non vedevo lora che fosse mattino - di solito dormo come un sasso - per andare a scuola e vederti. Dio, non ero più solo! Finalmente avevo un amico - e unocchiata mi fece capire che anche tu eri felice.[ ]
Da allora fummo come due fratelli.[ ]
Fu il periodo più felice della mia vita, un dono di Dio misericordioso. Ho sempre saputo che non avrebbe potuto durare, e adesso più che mai, visto che tra due giorni sarò strangolato - impiccato a un gancio da macellaio.[ ]
Ti ricordi Il principe di Homburg di Kleist? Sono terrorizzato. Non voglio morire. Sono ancora giovane, scapolo. Voglio dei bambini. Quando morirò, moriranno anche gli Hohenfels. Ho tutta la vita di fronte a me. Anni e anni. Voglio andare a casa. Voglio scrivere delle belle poesie. Trovare una ragazza. Una ragazza qualunque.[ ]
Non mi ricordo che disse: "alcuni affrontano la morte con indifferenza non perché abbiano più coraggio, ma perché hanno meno immaginazione". Ahimè, io ne ho troppa. Non voglio essere impiccato. A las cinco de la tarde![ ]
Ho dormito poco o niente, stanotte.[ ]
Timor mortis me perturbat.[ ]
Ma io voglio, devo finire questo racconto della nostra amicizia, e mi è rimasto poco tempo.[ ]
-Papà- dissi un giorno, -posso chiederti un favore?- La cosa lo sorprese, dato che fino ad allora non gli avevo mai chiesto alcun piacere.[ ]
-E quale sarebbe?- rispose, aspettandosi forse che gli chiedessi dei soldi.[ ]
-Potresti per favore smetterla di chiamare il mio amico "piccolo Mosè"? Mi offende profondamente. Per favore, cerca di capire che è mio amico. Ebreo o non ebreo, è mio amico; e tu mi devi permettere, all'età di quasi diciassette anni, di scegliermi gli amici, proprio come io non oserei mai prendere in giro amici tuoi che considerassi inferiori al mio rango. Hans è di gran lunga il ragazzo più intelligente della classe, lunico che io rispetti e ammiri. Non è nobile ma vale tanto quanto i tuoi Cassel, Rothschild e quelli che tu chiami "ebrei di primordine". Per me gli Schwartz sono "ebrei di primordine" e tu non hai il diritto di offenderli e, così facendo, di offendere me!" - [ ]
La morte, dicevi, è un fatto. Ogni altro nemico può essere ignorato ma non "questo dannato spettro, che bussa alla tua porta quando più gli aggrada".[ ]
Recitasti laddio di Socrate, che in seguito imparai a memoria:
Cè una buona ragione per credere che la morte sia un bene.
Perché o la morte è uno stato dinesistenza o è labbandono dellanima.
Quindi, se la morte non è che un sonno privo di sogni, allora la morte è un guadagno.
Questo, dicevi, ti consolava e taiutava ad affrontare la vita. Sono sicuro che fosse vero. Aiutava te ma non aiuta me adesso. Per me la morte non è un guadagno. Può esserlo per un vecchio, non per un uomo di 32 anni.[ ]
Infine, il punto più importante: devo ripetere ancora una volta che io non avevo mai, mai, mai sentito di Auschwitz e Belsen. Solo alcuni mesi prima del tentativo di sopprimere Hitler venni a conoscenza di questa storia atroce. Aumentò la mia determinazione a sopprimere il mostro.[ ]
Hans, mio caro amico, questa è la verità. Sapevo dei campi di concentramento, ma non sapevo niente delle camere a gas. Lo giuro sul nome di Gesù Cristo il nostro Redentore! Lo giuro.[ ]
Non so se riceverai mai questa lettera. Te lho scritta nella speranza che possa aiutarti a capire le mie azioni, che non sono mai state disonorevoli.[ ]
Posso essere stato debole e confuso, ma disonesto mai. Perdonami mio caro amico - se puoi. Mi hai dato i mesi migliori della mia vita. Il mio amore per la poesia, per lapprendimento, lo devo a te.[ ]
Devo smettere, adesso.[ ]
La morte mi sta chiamando.[ ]
Prega per me. Per la mia anima. Anche se non credi in Dio! Prega per me, prega per me!
Sempre tuo, per l'eternità
Konradin von Hohenfels