LE LETTERE NELLA LETTERATURA

Nella storia della letteratura le lettere hanno da sempre avuto un posto di primo piano, con caratteristiche di genere autonomo, sulla scia della tradizione classica. Le epistole, nel corso dei secoli, hanno avuto contenuti di tipo vario: personale e politico, morale o religioso, filosofico o divulgativo. Dopo il Settecento l’epistola come genere letterario si è andata via via estinguendo, lasciando spazio al romanzo epistolare, di cui ricordiamo Ultime lettere di Jacopo Ortis di U. Foscolo, del 1798, che rilanciò il genere adattandolo al clima culturale romantico che si stava sviluppando. Nel corso dell’Ottocento diversi autori si cimentarono in questo genere; tra quelli recentemente ricomparsi, anche grazie alle trasposizioni cinematografiche delle opere, ancora interessante è Storia di una capinera di G. Verga. Anche nel Novecento sono numerosi i romanzi epistolari: tra i tanti, ricordiamo per la sua particolarità Un’anima non vile di F. Uhlman.

Molto utili, inoltre, negli studi di storia della letteratura, i carteggi tra personaggi famosi, per la comprensione di problematiche culturali o sociali che hanno caratterizzato l’epoca in cui un autore ha operato, o le lettere d’autore , cioè lettere di carattere personale che sono state recuperate per permettere nuovi spazi di conoscenza della personalità degli scrittori.

Ma la lettera è presente anche come "personaggio" secondario di tantissime opere narrative. Lettere scritte, lettere lette e rilette, lettere attese lungamente e con trepidazione, lettere che cambiano la vita, lettere gettate nel fuoco… Insomma, quasi ogni romanzo porta con sé, tra le sue righe, tracce di questa compagna delle nostre vite. Due esempi tra tanti: Il postino di Neruda di A. Skarmeta, e Due di due di A. De Carlo, per ricordarci che quasi sempre l’amicizia passa attraverso la parola scritta.