CARTEGGI
TRA PERSONAGGI FAMOSI
Nel nostro secolo vi sono molti esempi di carteggi tra personaggi famosi: spesso questi hanno suscitato grande interesse sia per lautorevolezza degli autori, sia per la ricchezza e la profondità dei temi trattati. Talvolta, infatti, si tratta di ampie riflessioni su questioni fondamentali per la coscienza umana o per la comprensione di fenomeni sociali legati al preciso momento storico.
In alcuni casi i carteggi personali sono stati utili agli studiosi di letteratura per comprendere meglio la personalità e le vicende interiori di poeti e scrittori.
È evidente che per poter fare di una lettera privata un uso pubblico è necessario che il linguaggio adottato e i riferimenti risultino comprensibili a tutti. Se la pubblicazione della corrispondenza privata è stata decisa in un momento successivo è probabile che vi siano, nel testo, riferimenti non immediatamente comprensibili ad un comune lettore.
Quando invece le lettere sono scritte prevedendo già la loro diffusione, allora le lettere avranno un carattere più formale e la lettura risulterà accessibile a tutti.
È questo il caso di un famoso carteggio tra Einstein e Freud, del 1932, che ebbe per tema il mantenimento della pace.
Ecco una lettera scritta da Einstein:
Caputh (Postdam), 30 luglio 1932
Caro signor Freud,
la proposta, fattami dalla Società delle Nazioni e dal suo Istituto internazionale di cooperazione intellettuale di Parigi, di invitare una persona di mio gradimento a un franco scambio dopinioni su un problema qualsiasi da me scelto, mi offre la gradita occasione di dialogare con Lei circa una domanda che appare, nella presente condizione del mondo, la più urgente fra tutte quelle che si impongono alla civiltà. La domanda è:
Cè un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra?
È ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte nella civiltà da noi conosciuta. Eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdata a qualcosa[ ]
Essendo immune da sentimenti nazionalistici, vedo personalmente una maniera semplice di affrontare laspetto esteriore, cioè organizzativo, del problema: gli Stati creino unautorità legislativa e giudiziaria col mandato d i comporre tutti i conflitti che sorgano tra loro. Ogni Stato si assuma lobbligo di rispettare i decreti di questa autorità, di invocarne la decisione in ogni disputa, di accettarne senza riserve il giudizio e di attuare tutti i provvedimenti.[ ]
Vi è qui una realtà da cui non possiamo prescindere: diritto e forza sono inscindibili e le decisioni del diritto si avvicinano alla giustizia.[ ] Oggi siamo lontanissimi dal possedere unorganizzazione sopranazionale che possa emettere verdetti di autorità incontestata e imporre con la forza di sottomettersi allesecuzione delle sue sentenze. Giungo così al mio primo assioma: la ricerca della sicurezza internazionale implica che ogni stato rinunci incondizionatamente a una parte della sua libertà dazione, vale a dire alla sua sovranità, ed è assolutamente chiaro che non vè altra strada per arrivare a siffatta sicurezza [ ]
Concludendo: ho parlato sinora soltanto di guerre tra Stati, ossia di conflitti internazionali. Ma sono perfettamente consapevole del fatto che listinto aggressivo opera anche in altre forme e in altre. circostanze (penso alle guerre civili, per esempio, dovute un tempo al fanatismo religioso, oggi a fattori sociali; o, ancora, alle persecuzioni di minoranze razziali). Ma la mia insistenza sulla forma più tipica, crudele e pazza di conflitto tra uomo e uomo era voluta, perché abbiamo qui loccasione migliore per scoprire i mezzi e le maniere mediante le quali rendere impossibili tutti i conflitti armati.
So anche che nei Suoi scritti possiamo trovare risposte esplicite o implicite a tutti gli interrogativi posti da questo problema che è insieme urgente e imprescindibile.
Sarebbe tuttavia della massima utilità a noi tutti se Lei esponesse il problema della pace mondiale alla luce delle Sue recenti scoperte, perché tale esposizione potrebbe indicare la strada a nuovi e validissimi modi dazione.
Molto cordialmente Suo
Albert Einstein