CAPITOLO 8
secondo giorno h.16:00 - 20:00

Dove avviene che trovano un portafoglio smarrito, lo riconsegnano, ricevono una ricompensa e visitano la Scala dove trovano l’ultimo indizio e quindi ripartono  

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Quell’esperienza li aveva veramente scossi e, così, decisero di fare due passi. "Guarda che bel murales, su quella casa!" disse Lambert. "È  vero. A Milano ne abbiamo visti molti ma mai uno così grande e colorato!"

Ammirarono per un po' quella strana casa-murales, poi seguirono una massa di gente multicolore verso la Darsena. Incuriositi andarono in quella direzione e …che confusione! C’erano un sacco di bancarelle strane con oggetti veramente insoliti. Tanti colori, tanti rumori, troppe persone. "Quante cose belle ci sono qui!" esclamò Noè. Ai due gemelli il posto ricordava tanto il mercatino delle pulci della loro città, ma vollero chiedere per chiarirsi le idee; così si avvicinarono ad una bancarella dove un uomo barbuto vendeva zaini usati e chiesero: "Scusi, saprebbe dirci cos’è questo posto?" "Ma è la Fiera di Senigallia! Come fate a non saperlo? Siete stranieri?" "Sì", risposero i gemelli, "Siamo francesi." "Ah, capisco. Beh, questo è un piccolo mercato dell’usato, dove potete trovare tutto quello che vi serve, anche le cose più impensabili: libri, cassette, magliette, zaini, anelli e persino portafogli. Vi piacerà, vedrete!" Dopo aver girato in lungo e in largo, soddisfatti i due ragazzi decisero di andarsene. Due metri dopo la fine della Fiera, dove non c’era più tanta gente, Lambert diede un calcio ad un sasso, poi lo seguì; il sassolino si fermò dopo un metro, vicino ad un cartone e lì i due gemelli trovarono un portafoglio e guardarono cosa c’era dentro. "Santo cielo! Quanti soldi!" esclamò Lambert. La sorella ribatté: "Hai proprio ragione, ma cosa hai intenzione di fare ?" "C’è bisogno di chiederlo? Prendiamo i soldi e lasciamo qui il portafoglio!" disse Lambert. Ma la sorella, che non era proprio d’accordo con lui, ribattè: "Ma sei impazzito? Dobbiamo portare tutto alla polizia." Chiesero ad un passante dove potevano trovare una stazione di polizia ed egli indicò loro una strada; non erano molto lontani, perché la stazione di polizia era vicino a Piazza S. Agostino. Allora percorsero un pezzo di Viale Papiniano, girarono a destra e trovarono il Commissariato. Entrarono e chiesero informazioni ad un agente. Andarono dove li aveva indirizzati e spiegarono il fatto. Grazie ai documenti che erano nel portafoglio, riuscirono a rintracciare il proprietario. Intanto un poliziotto fece leggere ai ragazzi un articolo che diceva che il 20% dei soldi ritrovati era destinato a loro. Noè e Lambert ne furono molto felici. Dopo mezz’ora arrivò il proprietario che si rivolse ai gemelli dicendo: "Siete stati molto gentili, perché oggi come oggi è difficile trovare dei ragazzi così onesti. Ho deciso di darvi, oltre al 20% anche questi." I ragazzi si guardarono: "50.000? No, grazie, ma non possiamo accettare", disse Noè, anche se dentro di sé li aveva già messi in tasca. Ma il proprietario del portafoglio insistette e alla fine li accettarono. Il poliziotto era stato molto gentile con i ragazzi. "Ehi, ragazzi, con tutti questi soldi riuscireste anche ad entrare alla Scala." I gemelli si guardarono stupiti ed esclamarono: "Entrare in una scala?" "Ma no, cosa avete capito!" esclamò diverto l’agente di polizia. "La Scala è uno dei teatri più belli e più grandi del mondo; è famosissima per l’ottima acustica e per gli spettacoli che vi sono rappresentati. Andate a visitarla, vi piacerà." "Grazie del consiglio", dissero i ragazzi e stavano per andarsene quando… "La mappa!" Si erano quasi dimenticati, ne mancava solo un pezzettino per completarla. Decisero di provare a cercare alla Scala, intanto che c’erano. Però dovevano sbrigarsi, perché mancava poco tempo e poi dovevano prendere il treno. Soddisfatti della loro onesta azione, ma soprattutto del riconoscimento ricevuto, i due gemelli decisero di avviarsi verso la Scala. Così, usciti dal commissariato di polizia, presero la metropolitana per il Duomo. Arrivati qui percorsero la Galleria, un luogo a loro già noto; passarono davanti al negozio della Levi’s, che li attraeva (c’erano i saldi!) quindi attraversarono la strada e arrivati dalla parte opposta, incominciarono ad intravedere la Scala. "Da fuori non sembra un granché", commentò stupita Noè. "Aspetta a parlare!" la rimbeccò il fratello. "Non capisco perché devi sempre criticare tutto." "Scusa, come te la prendi!" Discorrendo i due gemelli arrivarono davanti all’edificio e videro dei turisti che stavano comprando i biglietti per entrare a visitare il famoso teatro. Lambert prese il portafoglio dallo zaino e si mise in fila. Pagò, prese i biglietti e insieme alla sorella entrò. Una ragazza paffutella che stava radunando i turisti per accompagnarli nella visita, notò i due ragazzi e li invitò ad unirsi al gruppo. Così iniziarono il loro percorso "Alla scoperta della Scala", come c’era scritto sul biglietto. Noè dovette ricredersi: "Qui è davvero stupendo! Guarda com’è fastosa!" Il fratello le diede ragione. Dentro era davvero tutto bellissimo, luccicante, lussuoso e si respirava tutta la maestosità del posto. Passarono anche dietro le quinte, dove la guida mostrò i costumi e tutti gli oggetti di scena. Mentre si trovavano lì, un bambino un po’ dispettoso prese un pezzo di carta da terra e ne fece un aeroplanino, ma la sua mamma notò che dava fastidio agli altri turisti. Gli si avvicinò e gli tolse il giocattolo di mano, accartocciandolo. "Adesso lo vai a buttare! E la smetti di infastidire la gente!" Il bambino non buttò la carta nel cestino, ma vide che Lambert osservava divertito la scena, allora aspettò che il ragazzo si girasse per infilare il pezzo di carta nello zaino aperto. Intanto il giro turistico al teatro era quasi terminato. A Noè e a Lambert la visita alla Scala era piaciuta, ma erano tristi perché non avevano trovato l’ultimo e più importante pezzo della mappa che stavano cercando di ricostruire. "Senti, Lambert, non possiamo andarcene, non possiamo proprio; dobbiamo assolutamente trovare l’ultimo pezzo. E’ necessario, capisci?" "Lo so", le rispose il fratello, "Ma il tempo stringe e se qui non l’abbiamo trovato, sarà da un’altra parte" "Speriamo!", sospirò Noè. Così, delusi, decisero di andare in Centrale a prendere il treno. Dopo aver chiesto delle informazioni ad un passante, si avviarono verso la metropolitana della linea gialla. Quattro fermate e i due gemelli si trovarono davanti all’imponente edificio della Stazione, ancora una volta. "E’ la seconda volta che la vedo, ma di sera fa tutto un altro effetto. E’ una sensazione strana e bellissima", commentò Noè. "Già e guarda l’orologio, com’è grande!" Esclamò Lambert. "Hai proprio ragione, fratellino mio, ma… sono già le otto! Sbrighiamoci, altrimenti perderemo il treno!" E i due ragazzi si misero a correre sulle lunghe scale, ma nella fretta si scontrarono con un signore. Noè, per non cadere, si attaccò a Lambert che volò a terra. Tutto ciò che era nello zaino si sparse sulle scale ma i ragazzi, svelti, raccolsero gli oggetti caduti e si rialzarono. Si scusarono e stavano per andarsene quando il signore disse loro: "Aspettate, avete dimenticato questa…" E porse alla ragazza un pezzo di carta un po’ accartocciata. Stupita lei la prese, l’aprì e … "Ma è l’ultimo pezzo di mappa!", gridarono insieme i due gemelli. Quel bambino dispettoso, di cui Lambert aveva riso, in realtà gli aveva reso un gran favore. Felici del ritrovamento, ma stanchi della giornata, i due si avviarono verso i binari. "Treno internazionale Milano- Atene, in partenza sul binario 6". Ecco, era proprio il loro treno. "Forza, Noè, saliamo e cerchiamo di dormire, che domani ci aspetta una lunga giornata".

Viola Clauss, Serena Lopriore, Irene Erba

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