CAPITOLO 5
secondo giorno h 0:00 - 8:00
Dove avviene che incontrano Christian, Euro Noè s'improvvisa cubista, Euro Lambert si ubriaca
Mentre pieni di paura uscivano correndo dal Castello si scontrarono con un ragazzo alto, fisico atletico e capelli castano chiaro. Gli occhi, castani anchessi, brillavano sotto una splendida luna apparsa nel cielo notturno lavato dalla pioggia . Il ragazzo era appena sceso dallauto per andare a fare una telefonata in una cabina telefonica che si trovava a pochi passi da lì. I tre ragazzi, dopo lo scontro, si ritrovarono per terra un po indolenziti, Euro Lambert aiutò sua sorella a rialzarsi ed insieme si scusarono per l'incidente. Euro Noè , allungando il braccio verso il ragazzo, si presentò: "Piacere, io sono Euro Noè e questo è mio fratello Euro Lambert. Siamo francesi, di Nantes , non conosciamo Milano e non sappiamo in quale hotel andare a dormire, tra l'altro non abbiamo a disposizione molti soldi!" Il ragazzo dopo aver visto il gesto di Euro Noè si presentò: "Piacere io sono Christian e sto andando a lavorare in una discoteca; dato che non avete soldi " il suo sguardo si posò con ammirazione su Euro Noè ed il suo fisico attraente. "Beh, potresti venire a lavorare con me, tanto questa sera manca una cubista perché si è ammalata". Euro Noè non capiva cosa volesse dire il termine cubista e fece un'espressione un po' turbata, Christian le spiegò: "Basta che tu balli su un cubo per tutta la serata, tuo fratello entrerà con noi ma per lui non c'è lavoro, potrà divertirsi nel locale. Presto, andiamo! Anzi aspettate un attimo che faccio una telefonata al direttore per avvertirlo che stiamo arrivando!" Christian fece la famosa telefonata interrotta prima dello scontro poi tutti e tre salirono sull'automobile del ragazzo, una Rover grigia metallizzata. Dal Castello Sforzesco percorsero via Dante, passarono per via Torino, a quell'ora deserta, e attraversarono tutto il C.so di Porta Ticinese dove Euro Lambert rimase affascinato dalle Colonne di S.Lorenzo, tanto che restò appiccicato al finestrino dell'auto. Arrivarono in P.za 24 Maggio dove si trovava il disco - pub Jammin, parcheggiarono a pochi passi dal portone d'entrata, dove stazionavano due buttafuori. Sopra questo portone c'era un'enorme statua di plastica che rappresentava un suonatore nero con in mano una chitarra. Christian salutò le guardie ed entrò insieme ad Euro Noè e Euro Lambert, portò Euro Noè con sé nei camerini dove lei si mise un vestitino nero, scollato e aderente, che faceva risaltare le sue forme. Si aggiustò i capelli con della spuma , truccò il suo viso acqua e sapone con del fondotinta, passò sulle ciglia un filo di mascara e sulle labbra del rossetto scuro .Quando uscì dal camerino Euro Lambert e Christian stentarono a credere che fosse lei. Christian portava soltanto dei pantaloncini ed era ricoperto di olio che faceva risaltare i suoi muscoli. Prima di iniziare spiegò a Euro Noè quello che doveva fare e dopo aver fatto il giro della sala, che era ancora vuota, l'aiutò a salire sul cubo dove sarebbe rimasto a ballare anche lui . Euro Lambert invece si sedette al bancone del bar dove lavorava una splendida ragazza bruna con cui fece presto conoscenza. Euro Noè ballava sorridendo ,con le luci dei riflettori puntati addosso e sembrava non aver fatto altro nella vita, si muoveva con scioltezza ed eleganza vicino a Christian e si sentiva sicura e bellissima al suo fianco. La musica che metteva il DJ era fortissima e nel locale ormai continuava ad arrivare gente, mentre i ragazzi in pista continuavano a ballare. In mezzo a tutta questa confusione Euro Lambert rideva, scherzava e beveva bicchieri colmi fino all'orlo di malibù, una bevanda alcolica al cocco, insieme alla barista. Procedeva tutto bene finché Euro Lambert, che si sentiva male per i troppi bicchieri bevuti, si diresse barcollando verso il cubo dove ballava la sorella per chiederle aiuto.
Euro Noè scese dal cubo e si precipitò sul fratello che si
era accasciato a terra. "Christian, vieni qui presto!" urlò. Christian arrivò
di corsa e capì subito la situazione. "È solo ubriaco, non ti preoccupare; comunque
portiamolo in ospedale". La ragazza corse in camerino per cambiarsi d'abito
.Attaccato allo specchio trovò un biglietto destinato a lei , su cui era scritto a
caratteri cubitali: "NON RICOSTRUIRETE MAI LA MAPPA", rimase un po' perplessa ma
subito si rese conto che era più importante la salute di suo fratello e non diede peso
alla cosa. Si infilò i suoi jeans e la maglietta e uscì con Christian e suo fratello dal
locale. Con l'auto fecero una corsa tra le strade deserte fino all'ospedale S.Paolo.
Arrivati, trasportarono Euro Lambert al pronto soccorso dove gli fecero una lavanda
gastrica. Dopo tutto ciò passarono di nuovo dal locale a ritirare i soldi che spettavano
a Euro Noè e poi andarono a casa di Christian che si trovava in via Lanzone, nel cuore
dell'antica Milano romana. Entrarono in un cortile piccolo e poco illuminato, seguirono
Christian su una scala di pietra grigia e arrivati al terzo piano si stupirono di trovarsi
di nuovo all'aperto, erano infatti su un lungo balcone che si affacciava sul cortile e che
serviva da ballatoio alle porte d'ingresso degli appartamenti. "È una casa di
ringhiera" disse Christian "tipica della Milano dell''800 e del primo '900.
Il bagno era in comune a molte famiglie, e questo era scomodo, ma la vita qui dentro era piena di calore e amicizia. D'altra parte anche adesso tra vicini abbiamo rapporti cordiali e simpatici". L'appartamento di Christian era piccolo ma gradevole arredato in modo moderno. Preparato il divano dove avrebbero dormito Euro Noè e Euro Lambert, Christian diede loro la buonanotte e si diresse nella sua camera. Euro Noè disse a suo fratello prima di addormentarsi: "Sai, nel camerino ho trovato un biglietto che diceva che non riusciremo mai a ricostruire la mappa." Mentre Euro Noè diceva queste parole Euro Lambert era già crollato in un sonno profondo e poco dopo anche lei lo seguì.
Simone Ledda, Veronica Fiore, Erika Parabiaghi