CAPITOLO 4
primo giorno h. 20:00 - 24:00

Dove avviene che incontrano un personaggio misterioso che li conduce al castello e vengono sottoposti a tre difficilissime prove

Intanto si era messo a piovere e i ragazzi cercarono un posto dove poter mangiare. Erano arrivati allo stadio di San Siro, tempio del calcio milanese, Euro Lambert rimase a bocca aperta. Quando aveva seguito in televisione le partite trasmesse dallo stadio di Milano, questo era sempre strapieno, e vedendolo così ebbe quasi timore tanto era imponente. Il ragazzo venne riportato alla realtà dalle luci di una macchina che lo accecarono per un attimo, per poi scomparire cento metri più avanti. Camminarono ancora per un po’ nel vento che rendeva gelida la serata, quando ad un tratto videro un bar la cui insegna diceva "Bar Trotto". Decisero di entrare; il suono delle campanelline sulla porta avvertì il proprietario del bar del loro arrivo. L’uomo uscì velocemente dal retro, aveva un grembiule legato in vita, si avvicinò e chiese: "Cosa posso servirvi?" Euro Noè chiese: "Due coca cole", "Mi dispiace,  le abbiamo finite, abbiamo solo birra e whisky", "Allora due Stelle Artois e due hot dogs grazie ". Il proprietario del bar li fece accomodare ad un tavolo e portò le ordinazioni. La loro attenzione fu attratta da un anziano signore dalla folta chioma bianca che sedeva al tavolo vicino al loro, e continuava a bestemmiare e lamentarsi. I ragazzi si avvicinarono e gli chiesero: "Cosa le succede signore?", "Sono qui da un’ora e non mi è ancora arrivato quello che ho ordinato. Sedetevi pure qui con me così mi fate un po’ di compagnia " I gemelli parlarono del loro viaggio e del suo scopo, e l’anziano signore cominciò a fornire loro utili informazioni che riguardavano principalmente il Castello Sforzesco. "Se state cercando una mappa – disse l’uomo - potrebbe trovarsi all’interno del castello visto che una leggenda racconta che gli Sforza la nascosero per far sì che nessuno la  trovasse. Essi infatti avevano paura che qualcuno strappasse loro il dominio di Milano. Questa leggenda la conoscono in pochi, e io sono fra questi. "Senza che i ragazzi potessero chiedere altre informazioni l’uomo misteriosamente scomparve.

I due ragazzi esterrefatti uscirono dal bar. La pioggia, scrosciava senza interruzione, e il vento soffiava più forte di prima; erano le 20.30 e il 24 stava arrivando, vuoto. Salirono e in pochi minuti furono in piazza De Angeli dove presero  il metrò che li avrebbe portati al Castello.  Qui, Euro Noè ed Euro Lambert rimasero impressionati dall’imponente figura del Castello Sforzesco; e quindi si affrettarono ad aprire il portone che stranamente era socchiuso. L’atmosfera che li circondava era lugubre, una finestra sbattè, e i due ragazzi saltarono dallo spavento. Euro Lambert propose di dividersi ma Euro Noè non accettò perché era troppo impaurita. Allora proseguirono insieme ed entrarono in una stanza piena di armature; ad un certo punto videro una forte luce davanti a loro e su un terrazzino riapparve l’uomo del bar, allora lo riconobbero: era Leonardo da Vinci, che aveva il compito di dare un pezzo di mappa a chi ne fosse stato degno. "Ma adesso dovrete dimostrarmi di esserlo – esclamò - e perciò dovrete superare tre prove". "Quali?" chiese Euro Lambert." La prima  consiste nello sconfiggere un grande guerriero del passato; nella seconda serviranno tutta la vostra agilità e velocità, la terza consiste nel camminare su un percorso pieno di insidie, e superare incolumi i tranelli; siete pronti?". "Certo che siamo pronti, possiamo cominciare". D’un tratto l’atmosfera si animò e apparve un guerriero con lunghi baffi neri, il viso rovinato da mille battaglie, ludmord.jpg (10725 byte)che teneva in mano un’ascia da guerra, era Ludovico il Moro, che disse: "Solo un’arma in questa stanza può sconfiggermi!", Euro Lambert esaminò velocemente le armi e il suo sguardo si fermò su un antico arco con una sola freccia, la prese e la inserì nell’occhiello; Ludovico il Moro cercò di sferrare un colpo con l’ascia ma Euro Lambert la evitò e tirò la freccia prima che potesse raggiungerlo e colpì Ludovico,  che scomparve.

"Bravo, ma siete solo all’inizio" disse il vecchio Leonardo e rivolto a Noè: "Ora tocca a te. Sei pronta?". "I…i…i…i…io?" balbettò lei "Sì, proprio tu."

La stanza sembrò diventare più buia, ed Euro Noè si ritrovò da sola. Sentì il rumore di un ingranaggio e una lama le sfiorò la testa, e solo ora capì in che cosa consisteva la prova: evitare le lame che fuoriuscivano dal muro. La ragazza impaurita si abbassò per schivare una lama che le sfiorò i lunghi capelli rossi; dovette schivare molte lame e ad un certo punto Leonardo disse: "Brava ragazza, ma adesso è arrivato il momento della verità!". I due ragazzi si guardarono come se si dessero la carica solo con gli occhi.

Il vecchio disse poi ai due ragazzi: "Allora cominciamo, visto che avete fretta di avere questo maledetto pezzo di mappa!". All’improvviso il pavimento si coprì di una specie di tappeto a riquadri,  il fantasma invitò i due ragazzi sul tappeto e diede il via alla terza  prova, quella conclusiva. I ragazzi superarono le prime tre delle quindici piastrelle e riuscirono ancora a superare sei o sette, passarono anche le successive ma sull’ultima Euro Noè cadde e si aggrappò ad una gamba di Euro Lambert che cercò in tutti i modi di salvare la sorella e dopo vari tentativi ci riuscì e insieme conclusero la prova, ma Leonardo dopo che i ragazzi terminarono la prova li disse: "Cari miei, mi dispiace ma non posso darvi il pezzo di mappa perché la ragazza è caduta e quindi non avete superato per intero l’ultima prova". A questo punto Euro Lambert andò su tutte le furie, prese un’ascia dal muro e Leonardo impaurito scomparve, Euro Lambert prese la mappa che Leonardo fece cadere e corse insieme alla sorella verso l’uscita del Castello Sforzesco con la tanto desiderata mappa.

Matteo Zilocchi, Lorenzo Lamperti, Andrea Hubbard. 

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