CAPITOLO 3
primo giorno h. 16:00 - 20:00

Dove avviene che visitano la galleria Vittorio Emanuele, assistono ad un fatto molto strano, vedono un film nel cinema Odeon, fanno merenda nell' elegante bar Zucca e trovano un indizio

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Davanti a loro c’era la grande Piazza del Duomo gremita di gente e di piccioni svolazzanti qua e là. Si diressero verso destra: la Galleria Vittorio Emanuele s’innalzava imponente sopra le teste di Euro Lambert ed Euro Noè che si sentirono piccoli piccoli. Rimasero incantati dalla sua bellezza: il soffitto era una vetrata, sulle pareti laterali vi erano bassorilievi con figure umane ed il pavimento era formato da mosaici di diversi colori.

Tra le numerose insegne dei negozi erano installati degli altoparlanti che improvvisamente emisero un suono molto acuto e fastidioso.

I gemelli si coprirono le orecchie con le mani e chiusero gli occhi cercando di sfuggire al tremendo rumore. Quando li riaprirono si accorsero di essere le uniche due persone rimaste in piedi: tutti gli altri erano crollati in un sonno profondo. Non fecero nemmeno in tempo a domandarsi cosa fosse successo , che udirono una strana voce, una voce nuova. Era una voce rauca ed anche un po’ nasale ma quella voce li aiutò molto. Una frase in rima era il loro indizio:

"Se la mappa volete trovare
al cinema Odeon dovete andare
ed il film su Milano dovete guardare".

Quando la voce si interruppe tutto tornò alla normalità. La gente si rialzava da terra inconsapevole di ciò che era successo, mentre Euro Noè ed Euro Lambert corsero via a cercare il cinema Odeon.

Un’insegna luminosa rappresentante la mappa di Milano attirò la loro attenzione: "Forse è quello che cerchiamo!"disse Euro Lambert. Entrambi si precipitarono verso l’entrata del cinema, ma si fermarono di colpo appena videro la lunga coda di persone all’ingresso. Era già passato un quarto d’ora e stavano per arrivare al botteghino. Davanti a loro ormai c’erano poche persone. Quando Euro Lambert tirò fuori dalle tasche dei jeans le monete con le quali pagare il biglietto del cinema, una gli cadde e finì accanto a un paio scarpe marroni molto consumate.

Il padrone di quelle scarpe era un vecchietto robusto e calvo. Indossava un cardigan verdognolo, una camicia a quadretti verdi e pantaloni di velluto dello stesso colore. Non era bello ma aveva la faccia di una persona molto gentile e disponibile. La sua gentilezza si notò subito quando, nonostante la sua età, si chinò per raccogliere la moneta e rivolgendosi al ragazzo disse: "Ragazzo tieni! Ti è appena caduta dalle tasche e non te ne sei neanche accorto!… Ma aspetta un attimo questa moneta è straniera. Da dove viene?".

"Viene dalla Francia signore. Noi siamo francesi!"

"Oh bella la Francia! Ho sempre sognato di andarci! Scusate se mi permetto ma come mai siete qui?" chiese il vecchietto.

"Veramente noi stiamo cercando di ricostruire una mappa…" disse Euro Noè ma non fece in tempo a finire che suo fratello la interruppe: "Noè non disturbare il signore che sicuramente avrà qualche cosa da fare!"

"Ma figurati cosa vuoi che un povero pensionato abbia da fare? Se mi dite il vostro problema, forse, io potrei aiutarvi "

"Dice davvero? Sarebbe disposto ad aiutarci?" Chiese felice Euro Noè.

"Ma certo! Ora però dobbiamo entrare "

Appena entrati nella sala ebbero alcuni minuti per poter parlare prima della proiezione del film. Il vecchietto seppe, in breve, la loro storia mentre i ragazzi scoprirono il suo nome: Ambrogio Brambilla.

Il film iniziò, ma la sala era praticamente vuota: le uniche persone che si trovavano lì con loro erano pochi turisti, curiosi della storia di Milano. Seguirono tutti e tre con la massima attenzione il film e alla fine, sullo schermo comparve una scritta che loro immaginarono fosse un indizio. Ambrogio si affrettò a prendere carta e penna per poter ricopiare questa parola: "ORISSAETADNA".

Era forse un indizio, ma così voleva dire ben poco. Uscirono dal cinema sconcertati perché non capirono cosa potesse mai significare quell’ammasso di lettere.

Ambrogio però ebbe un’idea: "Perché non proviamo a ragionarci sopra dopo aver mangiato qualcosa?".

"OK per me va bene perché il mio stomaco inizia a farsi sentire!" disse Euro Lambert.

La sorella però aveva da obiettare: "Ma Lambert non abbiamo molto tempo dobbiamo muoverci!".

"Non ti preoccupare Noè, non ci impiegheremo molto! Giusto il tempo di uno spuntino e vedrai che avremo decifrato anche l’indizio. E poi scusa pago io! Se fossi in te accetterei subito". Ambrogio sembrava proprio un angelo caduto dal cielo apposta per loro: prima si era offerto di aiutarli e adesso stava offrendo loro da mangiare!

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Euro Noè decise di non farsi sfuggire questa occasione e accettò l’invito di buon grado.

Andarono al bar Zucca, uno dei bar più belli di tutta Milano e lì ordinarono due brioche e due aranciate per i gemelli e una tazza di cioccolata per il vecchietto.

Non si sa se fu la cioccolata o qualcos’altro a risvegliare Ambrogio. Si sa solo che ebbe un’idea. Avevano provato e riprovato a fare l’anagramma ma non riuscivano a tirar fuori parole con un senso. Ambrogio disse di fare la cosa più banale in assoluto: quella di leggere al contrario. Euro Lambert lesse piano scandendo ogni singola lettera: "A N D A T E  A  S. S I R O Ma certo, è la cosa più semplice che potevamo fare. Perché non ci abbiamo pensato prima? Dai forza, cosa stiamo aspettando? Andiamo!"

Si alzarono tutti e due di corsa e stavano quasi andandosene quando si accorsero che il vecchietto era rimasto lì seduto. Euro Noè allora spontaneamente gli disse: "Beh che fai non vieni?"

Lui con un po’ di tristezza in volto rispose: "Mi dispiace ragazzi io sono troppo vecchio per queste cose. Fin quando si tratta di star seduti e fare tutto con calma ce la faccio benissimo, ma se poi mi dite anche di: correre, saltare qua e là eccetera… io proprio non ci riesco. Mi dispiace davvero, ma non posso venire con voi."

"Non ti devi dispiacere, ci hai già aiutato abbastanza. Ora potremo continuare da soli, vero Noè?" disse Lambert un po’ triste. "Insomma proprio da soli non possiamo continuare perché non sappiamo la strada per arrivare. Non è che tu ci potresti dare l’ultimo aiuto?" esclamò Noè.

"Certo che vi aiuto! E’ semplice: basta prendere la metropolitana rossa in direzione di Molino Dorino e una volta arrivati alla fermata di Lotto scendete e cercate l’autobus 49. In meno di venti minuti arriverete a S. Siro. Adesso andate ragazzi altrimenti si fa tardi! Vero Noè?"

"Giusto Ambrogio allora grazie di tutto e speriamo di rivederci presto! Ciao Ambrogio!".

"Ciao ragazzi !"

Euro Noè ed Euro Lambert si trovarono di nuovo soli in una città per loro sconosciuta. S. Siro però non era molto lontano e non ebbero alcuna difficoltà ad arrivarci.

Linda Brandoardi, Alessandra Bucci, Eleonora Siano

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