Qualche esempio concreto legato all’arte

Fra i lavori realizzati all’interno dei diversi itinerari trasversali legati all’esperienza riportiamo delle produzioni che testimoniano gli approfondimenti realizzati dagli allievi con riferimento ad opere pittoriche.

Si tratta di brevi relazioni spontanee, individuali, presentate in classe ai compagni e agli insegnanti di lettere.

Analisi di due produzioni pittoriche (Flavia, 3^A)

Nobili a banchetto in un dipinto su cassone (sec. XV)

Le feste, sempre sontuosamente organizzate, durano dalle prime ore del giorno fino a notte fonda. Sono dimostrazione di potenza, sfoggio di ricchezza, manifestazione di prestigio e di gloria. L’ostentazione di ricchezza diviene il segno distintivo della mensa dei potenti.

La tavola non è più luogo di coesione sociale attorno al capo, ma piuttosto di separazione e di esclusione, pochi sono ammessi a parteciparvi mentre i più restano a guardare perchè i potenti sull’immagine, sull’apparenza, sulla teatralità hanno puntato gran parte delle proprie energie.....Ormai la ricerca delle forme ha dettato legge.


"La cucina ricca" è l’emblematico titolo di questa incisione di P. Bruegel il Vecchio, che mostra dei popolani intenti a cuocere e a consumare succulente pietanze a base di carne.

Già nella tradizione celtica e germanica si proponeva il "gran mangiatore" come personaggio positivo che proprio mangiando e bevendo molto esprime la sua superiorità sui propri simili: infatti l’eroe della mitologia germanica e dei poemi cavallereschi è ingordo e insaziabile.

Nella cultura medioevale si identifica la carne con il grasso formando un’immagine fortemente positiva e difatti sul piano simbolico l’aggettivo "grasso" denotava benessere e felicità.

Si affida alla carne-alimento la funzione di stimolare la carne-corpo cioè la sessualità e quindi il monaco, nel momento in cui veste l’abito, rifiuta automaticamente il potere, la forza, la corporeità e la rinuncia alla carne è il simbolo di questa scelta.


II cibo nell'arte (Lara, 3^F)

Fenomeni come la fame e la carestia hanno attanagliato le popolazioni di tutto il mondo in tutte le ere e sono stati pertanto soggetti privilegiati delle più alte forme di espressione artistica come la letteratura e l'arte figurativa. Sappiamo che fin dalla preistoria l'Uomo ha sentito il bisogno di esprimersi attraverso le immagini. Vediamo così che nella produzione artistica sia dell'uomo preistorico - incisioni rupestri per lo piu' raffiguranti momenti di caccia -che in quella di artisti piu' recenti - per la maggior parte dei casi scene dell'epoca che evidenziano l'importanza del cibo - si possono trovare molteplici rappresentazioni della popolazione affamata, nell'atto di comprare cibo o di mangiare.

Ne sono un esempio opere come:

1. Fiera di Poggio a Caiano: eseguita da Giuseppe Maria Crespi nel 1709 su commissione di Ferdinando de' Medici, dimostra un forte interesse per Ia vita quotidiana del popolo strettamente legata al mercato, alla compravendita e alla contrattazione di animali e cibo tra la gente povera.

2. Raccolta di patate: eseguita da Segantini nel 1890, mostra come ancora un secolo fa veniva duramente lavorato il terreno: sei donne in primo piano e altre sei più in fondo sono chine a lavorare senza l'aiuto di animali che possano alleviare la fatica, poiche' questi ultimi erano troppo costosi per il contadino costretto così a lavori disumani.

3. Angelus: eseguita nel 1858-9 da Millet, rappresenta due contadini poveri che addirittura pregano per Ia speranza di un buon raccolto. Questo quadro fa risaltare la disperata condizione di vita della povera gente, della classe lavoratrice sfruttata, che lavora molto e non ha di che vivere.

4. Poveri sui gradini del convento dell’ Ara Coeli in Roma: eseguita da Federico Zandomenighi nel 1872, rappresenta donne e bambini poveri costretti a elemosinare davanti al convento un misero pasto che viene consumato in piccoli recipienti. I colori e i volti esprimono molta semplicità con un sottofondo di disperazione.

5. Uomini e donne in una taverna: eseguita nel 1674 da Adriaen Van Ostade, rappresenta uomini e donne ubriachi in una taverna sporca e disordinata, simboli di povertà e di miseria.

 

6. Mangiatore di fagioIi: eseguita da Annibale Carracci, rappresenta un uomo povero che sta consumando un misero pranzo; una ciotola di fagioli, un tozzo di pane e del vino.

7. Bevitori di assenzio: eseguita nel 1876 da Edgard Degas, raffigura due suoi amici, l'attrice Ellen Andrée e l'incisore Marcellin Desbaitin in uno dei più' famosi Caffè di Parigi "Café de Ia Nouvelle-Athènes". I due, raffigurati mentre si concedono un bicchiere di assenzio nel Caffè piu' prestigioso di Parigi, sono privi di espressione e di movimento, nettamente in contrasto con i personaggi delle opere precedenti

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